Robert Miles
Questa pagina vuole essere un piccolo contributo ad un artista che io reputo uno dei più grandi sulla scena musicale internazionale. Ovviamente la cosa ha un carattere del tutto ufficioso e personale, quindi non garantisco nulla sull'affidabilità dei contenuti. Attenzione: per poter visualizzare anche la pagina successiva è necessario abilitare i javascript.
Robert Miles (vero
nome Roberto Concina) nasce a Floreau, vicino al lago di
Neuchatel in Svizzera, il 3 novembre 1969. La famiglia si
trovava lì per impegni di lavoro del padre. A 10
anni si trasferisce in Italia, per l'esattezza nel paese
di Fagagna, in Friuli Venezia Giulia. Al momento la sua
residenza principale è Londra, anche se si sposta
in continuazione in giro per il mondo.
Da piccolo non ha mai dimostrato una grande propensione
per la musica, preferendo divertirsi con gli amici;
inoltre nutriva una profonda avversione per il
pianoforte!! Proprio lo strumento che l'ha reso famoso.
Non c'era verso di insegnargli a suonarlo, semplicemente
non ne voleva sapere, fino a quando, diventato un po'
più grande, ha deciso di imparare da solo, con i
risultati che noi tutti conosciamo!
Le prime apparizioni di Robert ad un certo livello si
hanno a partire dal 1988, anno in cui si esibisce come DJ
di musica techno, house e progressive, purtroppo senza
molta fortuna. Decide, con i soldi guadagnati, di
comprare uno studio (pur di seconda mano) e di mettersi a
produrre pezzi propri. L'anno era il 1990, e per qualche
anno ancora i pezzi di Robert Miles non ebbero il
successo che avrebbero meritato. Tutto cambia
dall'incontro con Joe T. Vanelli,
avvenuto nel 1994. E' di quell'anno
Ghost, pezzo passato ai più
inosservato, ma che già rivelava quel sound che
sarebbe poi esploso con Children. L'anno
è il 1995, e Robert Miles diventa famoso nel
mondo. Children rimane in testa alle classifiche di tutto
il mondo per svariate settimane, raggiungendo 5.000.000
di copie vendute, e lanciando agli occhi (e alle
orecchie) del grande pubblico il genere
Dream, genere che abbina al ritmo della
dance una melodia più tranquilla e orecchiabile.
L'idea dietro questo genere, nato grazie anche ad artisti
come Gigi D'Agostino, Adriano Dodici e Gianni Parrini,
era quella di suonare pezzi più tranquilli
all'uscita dalle discoteche, in modo da calmare gli animi
di chi si sarebbe dovuto mettere alla guida, sperando
così di ridurre gli incidenti che da anni ormai
caratterizzano i sabato sera.
La storia che sta dietro a Children
è incerta, e le versioni più accreditate
sono 2: la prima riporta che Children sarebbe un tributo
ai bambini della Bosnia colpiti dalla guerra civile dei
Balcani, dove si era recato il padre di Robert in
missione umanitaria. La seconda versione invece narra che
la canzone sarebbe nata dopo la morte, avvenuta per
incidente stradale, di un ragazzo uscito da una discoteca
in cui Robert Miles stava suonando. Pare ci sia del vero
in entrambe le versioni.
Nella primavera del 1996 esce Fable, canzone dove compare per la prima volta una parte cantata, per la precisione dalla cantante italo-americana Fiorella Quinn. Fable non raggiunge le vendite di Children, ma rimane comunque al primo posto nelle classifiche di decine di stati per svariate settimane, aprendo così la strada al primo album di Robert Miles, Dreamland, uscito nei negozi il 7 giugno 1996. La prima versione comprendeva 10 canzoni, e diventò subito un successo, nonostante fosse stato prodotto in soli 6 mesi, su pressanti richieste della casa discografica giunte in seguito al successo di Children. A questa prima versione fece seguito, in inverno, la Winter Edition, dove vennero inserite "One & One" (cantata da Maria Nayler) e "4us", già pubblicate in precedenza in un EP. In totale le vendite di Children, Fable, One&One e Dreamland hanno raggiunto le 16.000.000 di copie in tutto il mondo.
Dopo
"Dreamland - Winter Edition" passano circa 10 mesi prima
che Robert Miles torni alla ribalta con un nuovo pezzo,
Freedom. Il pezzo, cantato da
Kathy Sledge (una delle componenti del
gruppo delle Sisters Sledge), evidenzia ancora una volta
il tipico stile Dream, con una base dance, seppur meno
"battuta" che nei pezzi precedenti, una melodia al piano
e una voce femminile. Freedom è il pezzo scelto
per il lancio del secondo album (che diventa il terzo se
consideriamo In the mix, che in
realtà è una compilation di pezzi di altri
artisti, mixati da Robert Miles), 23AM,
uscito nei negozi il 27 novembre 1997, ovvero quasi 16
mesi dopo Dreamland. È un album creato e composto
con più calma del precedente, dai suoni molti vari
e diversificati, frutto di centinaia di campionamenti
realizzati in giro per il mondo in quasi nove mesi di
viaggi senza sosta. L'album è una metafora della
vita, dalla nascita (Introducing, A new
flower) alla morte (Leaving
behind), passando per la vita di tutti i giorni
(Everyday Life), la libertà
(Freedom), le relazioni, le gioie e i
dolori (Textures, Enjoy, Flying away).
Il risultato è un album molto diverso dal
precedente, che ha perso la componente house. Le parole
di Robert Miles su quest'album sono state: "Molta
gente si aspetta che io faccia anche cose che non voglio.
Io non sono una popstar, e non ho intenzione di
appartenere al mostruoso mondo del pop. Io faccio quello
che adoro di più: musica. La gente dovrebbe amare
la mia musica, non me. Penso che questo album differisca
molto dal primo. È più completo e
personale. Dentro quest'album si può riconoscere
una parte di me, anche se è differente da quella
che si poteva intuire finora. Nell'album ci sono trance,
breakbeat e drum'n'bass. Forse alla gente che mi conosce
solo come DJ techno e trance non piacerà, ma per
me la cosa importante è che la musica doni
qualcosa, se qualcuno la sa ascoltare. Anche una semplice
emozione."
C'è un retroscena dietro 23AM (a
cui ha partecipato anche Nancy Danino):
Robert Miles avrebbe voluto un album strumentale, ma la
casa discografica gli impose la presenza di Kathy Sledge.
Di lei Robert ha detto "Una grande cantante, ma che
poco aveva a che fare con quello che avevo in mente in
quel periodo." Dopo le dispute su 23AM viene rescisso
il contratto con la casa discografica, e Robert Miles
decide di mettersi in proprio, creando la S:alt
Records (S:alt sta per Suitably Alternative). Il
primo pezzo prodotto con la nuova casa è
Paths, nato dalla collaborazione con
Nina Rocha Miranda, cantante degli Smoke
City. Già al primo ascolto è evidente
l'ennesimo cambio di stile: i suoni sono decisamente
orientaleggianti, è massiccia la presenza del
sitar, ed è di fatto sparito il pianoforte.
Nel giugno del 2001 esce il terzo album,
Organik. Il disco contiene molte
collaborazioni con i grandi artisti della drum'n'bass
come Nitin Sawhney e Trilok
Gurtu, oltre alla già citata Nina
Miranda. Inoltre, per il primo pezzo dell'album,
TSBOL (che sta per "That Small Bubble Of
Life"), Robert Miles si è avvalso di un'orchestra
di archi composta da 14 elementi! Il risultato è
stato un disco dalle atmosfere molto dark (come appare
evidente in Connections), quasi a
costituire un taglio netto con il passato, musicale e
non. Le parole di Robert Miles su questo disco sono
state:"Le atmosfere e le sonorità di Organik
hanno uno stretto legame con quello che ho passato dal
punto di vista professionale, e non solo, negli ultimi 3
anni. È stato un periodo molto difficile, durante
il quale sono stato quasi tagliato fuori dalla scena
musicale internazionale. Ne sono uscito con le mie forze,
e le sensazioni provate si sono riversate in questo
album."
Dopo Organik Robert ha pubblicato altri 2 album, Organik - Remixes e Miles - Gurtu, quest'ultimo in collaborazione (chi l'avrebbe detto..) con Trilok Gurtu. Sembra che Roberto realizzerà solo un altro album col nome di Robert Miles, per poi dedicarsi completamente alla carriera di produttore. Attualmente sta preparando il suo prossimo (e forse ultimo) album, oltre a esibirsi in manifestazioni musicali di tutto il mondo.



